domenica 10 settembre 2017



Comitati d'Azione per l'universalità di Roma

I Comitati d'Azione per l'Universalità di Roma furono un'organizzazione politica italiana avente lo scopo di coltivare l'unione fra tutti i partiti fascisti presenti nel mondo, una Internazionale fascista.
A partire dalla fine degli anni venti l’ Italia iniziò a rivolgere lo sguardo oltre frontiera. La stagione dell'universalismo fascista fu sostenuta da numerosi gerarchi ed intellettuali e, appoggiata dal Duce.
Nel luglio 1933 vennero quindi costituiti da Benito Mussolini i Comitati d'Azione per l'Universalità di Roma (CAUR) su ispirazione di Asvero Gravelli e affidati poi alla presidenza di Eugenio Coselschi. Quest'ultimo, militare ed ex-attendente di Gabriele D'Annunzio a Fiume, gettò le basi dell'organizzazione con il sostegno di Fulvio Suvich e Dino Alfieri.
Venne in questo modo creata la base di un'Internazionale fascista, con una struttura organizzata e composta da ispettori itineranti, intelligence, attività ai limiti della cospirazione, propaganda.
I CAUR ebbero inizialmente il compito di inquadrare i simpatizzanti stranieri residenti in Italia e, in prospettiva, di preparare il terreno all'estero mediante la creazione di una rete di rapporti tra il partito-guida italiano ed i suoi epigoni. Obbiettivo di fondo e principio ispiratore di Gravelli era però quello di creare una sorta di panfascismo, ossia una sorta di unione e collaborazione tra tutti i movimenti e le esperienze fasciste europee, in modo da creare un'unità continentale fascista opposta a quella dei pensatori di fazione democratica. In quest'ottica, i Comitati d'Azione per l'Universalità di Roma dovevano mostrare ed affermare la superiorità del fascismo nei confronti delle dottrine avversarie, liberalcapitalismo e marxismo, in modo da aggregare i movimenti e gli intellettuali fascisti europei attorno al fascismo italiano.
Essi si trovarono subito di fronte alla difficoltà di dare una definizione univoca di "fascismo", date le grandi differenze riscontrate nei partiti che si definivano tali.
 Nel 1934 organizzarono il Congresso Fascista di Montreux. E a Montreux si tenne anche la seconda conferenza mondiale nell'aprile 1935.
Nel settembre del 1938, durante il messaggio rivolto all'"Internazionale fascista" di Erfurt, il presidente dei CAUR Eugenio Coselschi si richiamava tra l'altro alla "saggezza del Corano", in opposizione alle "nefaste dottrine che propongono l'assoggettamento di tutte le nazioni e di tutte le razze alla tirannia di un'unica razza sottomessa alle prescrizioni del Talmud". Si fanno insomma sempre più frequenti, nel corso degli anni trenta, i richiami ad una "costruttiva collaborazione fra due inestimabili forze spirituali quali il Fascismo e l'Islamismo. Furono sciolti nel 1939.
Congresso Fascista di Montreux
Il congresso fascista internazionale del 1934 fu una riunione di rappresentanti delle organizzazioni fasciste europee. Il congresso si tenne il 16-17 dicembre a Montreux, in Svizzera. Il convegno fu organizzato e presieduto dai Comitati d'Azione per l'Universalità di Roma (CAUR).
I Comitati d'Azione per l'Universalità di Roma sono stati una rete fondata nel 1933 da Benito Mussolini, fondatore e capo del fascismo italiano. Direttore dei CAUR era Eugenio Coselschi ed il suo obiettivo dichiarato era quello di agire come una rete per un "fascismo internazionale". I maggiori ostacoli sorsero in materia di organizzazione del tentativo di individuare un "fascismo universale", nonché i criteri che un organismo avrebbe dovuto soddisfare al fine di qualificarsi come "fascista". Tuttavia, ancor prima l´aprile 1934, la rete individuò movimenti "fascisti" sparsi in 39 paesi, compresi tutti i paesi europei (ad eccezione della Jugoslavia), gli Stati Uniti, Canada, Australia, Sudafrica, cinque paesi in Asia e sei nell'America Latina.. Non tutti i diversi gruppi erano in accordo su alcuni temi e cercarono di mostrare i propri punti di vista.
La prima conferenza mondiale del CAUR fu convocata a Montreux il 16 dicembre 1934. Parteciparono a questa conferenza rappresentanti provenienti da organizzazioni fasciste di 13 paesi europei tra cui Ion Moţa della Romena Guardia di Ferro, Vidkun Quisling della Norvegese Nasjonal Samling, Gimenez Caballero della Falange Spagnola, Eoin O'Duffy delle irlandesi Blueshirts, Marcel Bucard della Action Française, alcuni rappresentanti del lituano Tautininkai, la portoghese Acção Escolar Vanguarda (Avanguardia Scuola d'azione avanguardista, con lo status di osservatore), diretta da António de Queiroz, futuro capo del Emissora Nacional, la stazione radio nazionale del Portogallo), così come delegati provenienti da Austria, Belgio, Danimarca, Grecia, Paesi Bassi, e Svizzera.
Clamorosa fu l'assenza di rappresentanti della Germania nazista. Difatti la conferenza di Montreux si svolse solo sei mesi dopo l'assassinio dell'austrofascista Cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss da parte di agenti nazisti e la conseguente crisi diplomatica tra Italia e Germania. Allo stesso modo Mussolini non consentì ad alcun rappresentante ufficiale del governo italiano di partecipare alla riunione, apparentemente, in modo che la conferenza non sembrasse totalmente manovrata dall' Italia. Altre assenze inclusero l'austriaco Ernst von Rudiger Starhemberg e Oswald Mosley della Gran Bretagna.
Fin dall'inizio, la conferenza venne segnata da conflitti tra i partecipanti. Coselschi, in qualità di presidente della Conferenza, si scontrò con Quisling sull'importanza della Germania nazista per il fascismo internazionale.
I delegati alla conferenza dichiararono all'unanimità la loro opposizione al sistema comunista e alla Terza Internazionale.
Una seconda e ultima conferenza si svolse a Montreux nell'aprile del 1935. Josè Antonio Primo de Rivera fece una breve apparizione alla conferenza, utilizzando l'opportunità di esprimere solidarietà con il movimento.
La conferenza,  non fu in grado di colmare il divario tra i partecipanti che proposero la realizzazione di un'integrazione dei cittadini in un sistema corporativo socio-politico-economico. La pretesa di trovare un "fascismo universale" non poté sopravvivere a questa frattura ed il movimento non raggiunse il suo obiettivo di agire come contrappeso al comunismo internazionale.
Il CAUR non ricevette mai l'approvazione ufficiale né dal Partito Fascista Italiano né dalla Falange Spagnola. Esso non riuscì a presentare una comune definizione di ciò che è il "fascismo" e non riuscì a federare la maggior parte dei partiti fascisti in un unico movimento internazionale.

In seguito, durante il periodo di massimo splendore del Fascismo, fra 1925 e 1935, il miglioramento dell'immagine dell'Italia nel mondo portò perfino diverse personalità del pensiero democratico (fra cui Winston Churchill e il Mahatma Gandhi ) a esprimere simpatia per Benito Mussolini  ed il suo regime. D'altro canto l'esperienza fascista non mancò di provocare in Europa (e non solo) movimenti fascisti e filofascisti di emulazione, per lo più ideologica e di immagine.
In molti casi la somiglianza col fascismo italiano è solo epidermica, legata a certi stilemi (saluto romano, colore scuro delle camicie, manifestazioni di massa etc.), al culto del capo e della violenza, e ad un feroce anticomunismo. In altri casi si verificarono anche "gemellaggi" con la dottrina sociale, filosofica e politica vera e propria. Nel 1934  fu convocato il Congresso Fascista di Montreux  in Svizzera, con i rappresentanti delle organizzazioni fasciste europee.
In Europa, furono molti i movimenti fascisti e filofascisti che si svilupparono e, soprattutto nell'Europa orientale, ma anche in Portogallo e Spagna
GERMANIA 
Il più famoso dei movimenti para-fascisti fu il NSDAP (NationalSozialistische Deutsche ArbeiterPartei-partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori) di Adolf Hitler. Seppure il suo capo avesse una genuina venerazione per Mussolini e qualche punto in comune con l'ideologia fascista, soprattutto l'anticomunismo, il nazionalismo il culto della rivoluzione, all'inizio non aveva attratto particolari simpatie presso gli uomini del fascismo italiano; 

Aderenti al NSDAP
AUSTRIA
In Austria ci fu il Fronte Patriottico fondato da Engelbert Dollfuss, che salì al potere nel 1932 ; nel 1933 sciolse gli altri partiti e ne fece arrestare i deputati instaurando un breve regime conservatore e autoritario.
Il regime austriaco, apertamente nazionalista e vicino ad alcune posizioni tipiche dei fascisti, stipulò con l'Italia un patto di alleanza. Tuttavia fu contrario all' Anschlusse . Nel 1934Engelbert Dollfuss fu ucciso durante un tentativo di colpo di stato da parte di nazisti austriaci. La politica di Dollfuss fu portata avanti ancora dal suo collaboratore Kurt Alois von Schuschnigg fino all'annessione (1938) dell'Austria al Terzo Reich.  Tuttavia vi sono storici che ritengono non sia possibile parlare di fascismo in merito al regime di Dollfuss, definendolo invece come una dittatura "clerico-conservatrice" o "semi-fascista". Altri parlano di regime autoritario costituente "un compromesso tra il cattolicesimo politico e il fascismo della Heimwehr"
Engelbert Dollfuss
REPUBBLICA DI SAN MARINO

PARTITO FASCISTA SAMMARINESE
Il 1 ottobre 1923 venne eletta una reggenza filofascista. Nel 1923 ci furono le elezioni con un programma simile al partito fascista italiano, nel 1923 venne sciolto il Consiglio Grande e Generale trasformato in Consiglio Principe e Sovrano, dal 1923 al 1938 si presentò alle elezioni l'unica lista del PFS. Nel 1926 si formò una lista (chiamata Lista Patriottica) formata soprattutto da fascisti con una piccola rappresentanza di cattolici. Quindi venne cambiata la legge elettorale dal sistema proporzionale a maggioritario e rappresentanza proporzionale alla lista maggioritaria vengono assegnati 46 Consiglieri, il rimanente quinto (12 Consiglieri) veniva distribuito fra la lista di maggioranza e quella di minoranza. Mussolini costruì la ferrovia Rimini-San Marino interamente finanziata dall'Italia.
Il quotidiano ufficiale era Il Popolo Sammarinese (ispirato al Popolo d'Italia), che incomincia a uscire solo dal 1926, nello stesso anno della visita di Mussolini in repubblica. 
Il 28 luglio 1943, 3 giorni dopo la caduta del fascismo in Italia, il Consiglio Principe e Sovrano venne sciolto da un "Comitato Per la Libertà" (CL) e il fascismo sammarinese finì, ai politici fascisti di primo piano venne chiesto di abbandonare le cariche pubbliche.
Dal gennaio al settembre del 1944 ci fu in repubblica il Fascio Repubblicano di San Marino, poi ci fu tra la fine del 1944 e il 1945 l'epurazione.
Nel 1945 si svolse un processo che condannò 50 fascisti sammarinesi.




BULGARIA
In Bulgaria, dove il re Boris III nel 1934 stabilì un regime  apartitico, l'attivismo fascista rimase fenomeno di minor rilievo.
Boris III
SIMBOLO PNF BULGARO

GRECIA
Il fascismo greco salì al potere con il generale Ioannis  Metaxas che, abolite le libertà politiche e diversi articoli della Costituzione, sospese il Parlamento a tempo indeterminato ed instaurò un regime largamente modellato sul fascismo italiano, caratterizzato dalla profonda avversione al comunismo, dal militarismo e dal forte nazionalismo. Consapevole del pericolo portato all'indipendenza greca dalla strategia mussoliniana che mirava a fare del Mediterraneo un "lago italiano", tuttavia, Metaxas rimase discosto dall'Asse in politica estera, restando piuttosto prossimo alla Gran Bretagna (vista come unica Potenza in grado di contrastare i disegni egemonici italiani nell'area) e mantenendo la neutralità allo scoppio delle seconda guerra mondiale.
Ioannis  Metaxas


ROMANIA

GUARDIA DI FERRO
(In rumeno Garda de Fier) è il nome adottato nel 1930 dal movimento legionario rumeno di di Corneliu Zelea Codreanu. Fu un movimento ultra-nazionalista, anticapitalista, antibolscevico.
L'obiettivo della Guardia di Ferro era quello di contrastare il bolscevismo, che minava i confini del paese,  il capitalismo che, secondo i guardisti, controllavano la vita economica e politica del paese.
Secondo Codreanu bolscevismo e capitalismo erano due facce della stessa medaglia.
Al contempo, la Guardia di Ferro intendeva rinsaldare i legami tra il popolo rumeno e la religione cristiana, ritenendo Codreanu che la rivoluzione spirituale fosse ancor più importante e necessaria di quella sociale e che solo tramite essa si potesse puntare alla creazione di un uomo nuovo che fosse in grado di edificare una Grande Romania libera e sovrana.
La Guardia di ferro, dal 1932, raccolse simpatizzanti tra tutti i ceti; i suoi legionari si impegnarono per migliorare le condizioni di vita dei contadini e degli operai costruendo dighe, avviando raccolte di fondi, iniziando battaglie, sia non violente sia armate: lo stesso Codreanu sparò ad un Prefetto che si era reso responsabile del massacro degli appartenenti alla Legione dell'Arcangelo Michele e poi si costituì in tribunale venendo assolto per legittima difesa.
Il movimento era caratterizzato dall'odio nei confronti del capitalismo.. Le Guardie di Ferro riuscirono ad attirare un forte consenso che spinse il governo conservatore ad attuare una feroce repressione e ad assassinare Codreanu.
Mentre Codreanu si trovava in carcere, il suo sostituto Horia Sima condusse azioni violente contro la polizia e contro i nemici della Guardia di Ferro, mentre Codreanu faceva sapere che quello non era il tempo giusto per fare azioni violente, poiché capiva che la ritorsione da parte dello stato sarebbe stata violenta.
Indro Montanelli incontrò Codreanu per un'intervista pochi mesi prima che morisse ucciso assassinato dai sicari inviati dal ministro degli Interni Armand Calinescu e dal re Carlo, e rimase profondamente colpito dalla sua personalità.
Il movimento si sciolse dopo che il suo nuovo autoproclamato leader Horia Sima ebbe brevemente governato il paese insieme al generale Antonescu dal 6 settembre 1940 al 23 gennaio 1941. In Romania, dopo la caduta del regime di Ceauşescu il movimento è considerato alla stregua del fascismo e la sua ricostituzione è proibita dalla Costituzione romena.
Horia Sima
UNGHERIA
Bandiera delle Croci ferrate
In Ungheria l' Ammiraglio Horthy guidò la controrivoluzione (il partito comunista aveva preso il potere nel marzo del 1919) schierandosi a fianco delle Potenze dell'Asse. Nel 1944 fu estromesso dalla rivoluzione delle Croci Ferrate, partito nazionalsocialista e apertamente filonazista.


Partito delle Croci Frecciate
La Croce frecciata (Nyilaskereszt) è un simbolo nato in Ungheria negli anni trenta come simbolo del partito fascista ungherese, il Partito della Croce Frecciata, diretto da Ferenc Szálasi, ex-maggiore dell'esercito. Tra i leader del Consiglio Nazionale della Croce frecciata vi furono, dopo Szálasi, Jeno Szollosi, Josef Gera e Ferenc Kassai-Schallmajer. Nel 1939 contava circa 500.000 
membri e vinse 31 seggi nelle elezioni parlamentari. Il Partito della Croce frecciata governò l'Ungheria dal 15 ottobre 1944 al gennaio 1945, quando l'Unione Sovietica occupò l'Ungheria. Durante il breve periodo al potere, il Partito mandò 80.000 ebrei nelle marce della morte verso il confine austriaco. Dopo la guerra, Szálasi e gli altri leader del partito furono considerati criminali di guerra dai tribunali ungheresi. Il simbolo della croce frecciata è fuorilegge in Ungheria.
Il simbolo consiste di due frecce nere a doppia terminazione, unite nella configurazione di una croce su uno sfondo circolare bianco.


SPAGNA

José Antonio Primo de Rivera (Madrid, 24 aprile 1903 / Alicante, 20 novembre 1936), di origini alto borghesi, era il figlio del generale Miguel Primo de Rivera, che fu dittatore di Spagna dal 1923 al 1930. José Antonio era avvocato e fu editore del giornale di estrema destra “El Fascio” e del periodico “ABC”. Nel 1933 fondò la Falange Spagnola (o Falange Azzurra, poi, dopo la sua morte, anche del Cristo Re o del Sacro Cuore di Gesù), che aveva come programma quello di rendere la Spagna uno stato a ispirazione definiamo fascista, trascendente la lotta di classe. Nelle elezioni generali della primavera del 1936 la Falange ottenne solo lo 0,7% dei voti, ma crebbe rapidamente e in luglio contava già 40.000 membri iscritti. Primo de Rivera fu un sostenitore della rivolta militare del luglio 1936 contro il governo repubblicano e durante la Guerra Civile Spagnola la Falange divenne il movimento politico dominante tra i nazionalisti. Fu lo stesso de Rivera che scrisse il testo dell’inno falangista “Cara al Sol”.
Nel 1936 il governo repubblicano dichiarò illegale la Falange, in quanto responsabile di disordini pubblici, tra cui il tentato omicidio del professore di diritto Luis Jiménez de Asúa, e ne arrestò il capo, cioè de Rivera, e lo rinchiuse prima nel Carcere Modello di Madrid poi, dal 5 giugno, ad Alicante, dove si trovava quando il 18 luglio si attuò il colpo di stato militare di Emilio Mola e Francisco Franco, che diede il via alla Guerra Civile (1936-39). José Antonio rimase prigioniero ad Alicante fino a quando venne giustiziato il 20 novembre 1936. Il regime di Francisco Franco sviluppò un culto della personalità attorno a de Rivera. Egli era un “martire della Crociata” (si veda “El Ausente”… “L’Assente”). Sui muri esterni di ogni parrocchia spagnola fu posta per ordine di Franco (El Caudillo) una targa che commemorava i soldati locali morti duante la Guerra
 Civile (”Caídos por Dios y por España”… “Caduti per Dio e la Spagna”). Il nome di de Rivera era il primo della lista su ogni targa e il nome José Antonio divenne molto diffuso in Spagna. La sorella di José Antonio, Pilar Primo de Rivera, fondò la Sección Femenina (il ramo femminile della Falange). La Sección Femenina svolse un gigantesco lavoro ricompilando sistematicamente tutte le differenti tradizioni delle regioni spagnole (gastronomia, musica, danze etc.). Franco ordinò la costruzione (tramite il lavoro forzato dei prigionieri politici) del mausoleo della Valle de los Caídos, dove oggi giace il corpo di de Rivera. Quasi quarant’anni dopo (nel 1975), il 20 novembre (giorno in cui venne fucilato José Antonio), Franco morì (era stato tenuto in vita tramite accanimento terapeutico proprio per questo) e il suo corpo fu sepolto a fianco di quello di de Rivera.
José Antonio non considerava il suo movimento (chiamato nazionalsindacalismo) come fascista, in quanto i due avevano in comune solo l’esaltazione del concetto nazionale. Il 20 novembre rimane ancora una data simbolica per l’estrema destra spagnola ed europea. L’ultima statua rimasta in Spagna di Primo de Rivera venne rimossa da Guadalajara nel marzo 2005 dopo che il governo decise che non era adatta per uno stato democratico. C’era anche la preoccupazione che fosse divenuta un luogo di pellegrinaggio per gli estremisti di destra di tutto il continente (… ed era vero). Il movimento politico denominato Falange Espanola (y de las J.O.N.S.) nacque, come ho scritto sopra, nei primi anni ‘30 a Madrid dall’Unione della Falange di Josè Antonio Primo de Rivera con le Juntas de las Ofensivas Nacional Sindacalistas (oppunto J.O.N.S.) di Onesino Redondo Ortega e Ramiro Ledesma Ramo
La bandiera del battaglione "Primentel" con lo stemma della casa reale spagnola
la "Divisione Azul" in partenza per il fronte russo
PORTOGALLO
In Portogallo, a partire dal 1932, sulla scia della dittatura militare instaurata pochi anni prima dal Generale Carmona, il primo ministro Antònio de Olivera Salzar  in breve tempo creò un regime  che, ispirato ai principi del fascismo di matrice italiana, attraversò indenne anche la seconda guerra mondiale.
Antònio de Olivera Salzar








BELGIO

Il Rexismo trae il nome dal movimento politico di destra Rex, , d'ispirazione fascista e d'impronta cattolica fondato nel 19 35 in Belgio da Lèon Degrelle. Il Rexismo fu un movimento  un  di opposizione al governo belga.
Trae il suo nome dal movimento belga Rex, di forte ispirazione fascista, aristocratica e cattolica, mutuando il suo nome dal sostantivo latino rex, riferito al concetto di regalità anche dal punto di vista religioso (Cristo Re).
Questo movimento di natura anticapitalista quanto anticomunista, metteva in risalto la corruzione   della classe politica , tanto che uno dei suoi slogan era: “Contro tutti i partiti, contro tutti i corrotti!”
Il Rexismo basa dunque a sua politica su alcuni principi fondamentali, quali la lotta alla democrazia, considerata corruttrice della civiltà; la rinascita morale della società belga attraverso un recupero della recta via indicata dagli
insegnamenti della chiesa; l'istituzione di una società corporativa fondata sul lavoro; la lotta totale alla corruzione e la promozione dell’etica secondo il motto «contro tutti i partiti, contro tutti i corrotti»; la lotta senza quartiere al «mostro rosso» e allo «squalo capitalista».
Inizialmente il Rexismo si diffuse prevalentemente tra i belgi francofoni, ma presto anche tra la componente fiamminga del piccolo regno si sviluppò un movimento analogo, il Vlaamsch-national-verbond (Vnv), che darà così al Rexismo un carattere compiutamente nazionale.
Fra i membri più influenti del partito vi furono, oltre a Lèon Degrelle, Josè Strell, Louis Collard, Victor Mathys^, il quale ultimo diverrà capo del partito quando Degrelle partirà per il fronte.
Il movimento Rex, divenuto partito a tutti gli effetti nel 1936, ottenne un ottimo risultato alle elezioni di quell'anno, ottenendo 21 seggi alla camera dei rappresentanti e 12 al senato. Parallelamente il Rexismo iniziò ad organizzare le sue forze paramilitari: la Legion Wallonie per la componente francofona e la Legioon Flanderm per quella fiamminga. Degrelle e il 
Rexismo appoggiarono dunque la causa nazionalsocialista, in particolare aderendo alle Waffen SS e inviando migliaia di volontari per la crociata contro il bolscevismo (Operazione Barbarossa)*.  Dopo la sconfitta elettorale e il ritorno di un governo socialista-liberale, Degrelle e i rexisti furono condannati a morte per alto tradimento. Molti ripararono così all’estero. Proprio per questo suo collaborazionismo  con le forze occupanti, fu posto fuori legge alla fine della guerra.
^Victor Matthys (20 marzo 1914 - 10 novembre 1947) E’ uno dei primi membri ad aderire al movimento. Nel 1936  Rexista. Matthys ha assunto la direzione del giornale del movimento, Le Pays Réel e nel maggio 1941  diverrà capo del partito quando Degrelle partirà per il fronte.  E 'stato condannato a morte per collaborazionismo e giustiziato










Volontari belgi
INGHILTERRA
L'Unione Britannica dei Fascisti (British Union of Fascists, BUF) è stato attivo tra gli anni trenta e gli anni quaranta nel Regno Unito.
La BUF è il principale movimento fascista britannico e, pur fondato in concomitanza temporale con l'ascesa del nazionalsocialismo in Germania, non assume il modello hitleriano, rivendicando un'affiliazione mussoliniana.
Il movimento, fondato nel 1932 da fuoriusciti dal Partito Conservatore e dal ministro laburista Sir Oswald Mosley, era la sintesi di numerose piccole formazioni fasciste.
La BUF adotterà presto la camicia nera, simbolo del fascismo originario, cioè quello italiano, come propria uniforme e soprattutto raccoglierà consensi proprio presso le tradizionali roccaforti laburiste: il movimento avrà i suoi sostenitori prevalentemente a Manchester e, in parte, Liverpool.
Anche chiudendo un occhio sulle intemperanze crescenti dell'aggressivo fascismo britannico: il 1936, infatti, vedrà la sollevazione della BUF in difesa dell'impresa italiana in Etiopia e contro le sanzioni antitaliane decretate dal governo britannico e dalla Società delle Nazioni.
Nel 1940, con la dichiarazione di guerra dell'Italia a Francia e Gran Bretagna (10 giugno), il Parlamento britannico vara la legge 18B, che porterà alla detenzione del capo della BUF e allo scioglimento del partito.
Dallo statuto di fondazione il partito appare come parte della destra rivoluzionaria e anti-reazionaria. Tra gli scopi che si prefigge vi è il sovvertimento del disinteresse britannico dalle cose continentali onde ricondurre il Regno nel suo contesto europeo. 
L'elettorato era costituito principalmente da appartenenti alla classe proletaria (così come altri movimenti neofascisti, quali le Croci Frecciate in Ungheria), sottraendo voti al Partito Laburista. Proprio in ragione di ciò, in un primo momento, i Conservatori parvero disposti a tollerare l'anomalia di Mosley nel sistema inglese.
La posizione politica rivela inoltre un messaggio ideologico: la Gran Bretagna dovrebbe individuare nella Francia il suo nemico storico (quale era fino all'Entente cordiale del 1902) e quindi stabilire un contatto con Italia e Germania i cui interessi di geopolitica sono in conflitto con quelli francesi. Di fatto la strategia d'azione aveva l'obiettivo di contrastare la potenza coloniale francese alleandosi con Potenze minori e desiderose di nuove annessioni territoriali. Il programma sociale del movimento fu esplicitato sin dai primi anni trenta: socializzazione delle aziende al di sopra una certa consistenza, attraverso un'Amministrazione Unica comprendente i dirigenti, gli operai e i consumatori. In caso di discordie insanabili, sarebbe dovuto intervenire d'autorità lo Stato.
Dal punto di vista politico, la BUF propose una revisione del suffragio, basato sul lavoro  corporativo: la Camera dei Comuni non doveva più essere partitica, ma corporativa (ogni lavoratore vota un rappresentante della sua Corporazione.

FRANCIA

 PARTITO POLARE FRANCESE
guidato da Jacques Doriot, prima e durante la Seconda guerra mondiale. È generalmente considerato come il più lontano dalla destra, rispetto alla maggior parte dei partiti filo-fascisti francesi.
Il primo nucleo fu costituito il 28 giugno 1936, da Doriot ed un certo numero di compagni ex membri del Partito comunista francese (tra cui Henri Barbé e Paul Marion) che si erano portati verso il fascismo in opposizione alla politica del Fronte Popolare. Il PPF è inizialmente incentrato intorno alla città di Saint-Denis sur Seine, di cui è stato sindaco Doriot (come comunista) dal 1930 al 1934, ed ha raccolto il suo sostegno da parte della popolazione operaia nella zona. Anche se non dichiaratamente fascista a questo punto, il PPF ne aveva già adottato molti aspetti ideoligici ed iconografici, attirando i consensi dei nazionalisti: raggruppava, infatti, tra le sue fila ex membri di gruppi come Action Française, Jeunesses Patriotes, Croix de Feu e Solidarité Française. Il partito ha tenuto una serie di grandi manifestazioni dopo la sua formazione ed ha adottato come contrassegno una croce celtica rosso bianco e blu. I suoi membri indossavano magliette blu lucente, pantaloni blu scuro, berretti e bracciali recanti il simbolo del partito come uniforme, anche se questa non è mai stata onnipresente, se paragonata ad altri movimenti di estrema destra dell'epoca.
Nonostante le origini comuniste della sua leadership (che ha mantenuto il nome Politburo), il partito è stato virulentemente antimarxista. Il PPF, nella sua fase iniziale, è stato economicamente populista e anti-capitalista. 
 Ai membri del PPF era richiesto di prestare il seguente giuramento:
« In nome del popolo e della patria, giuro fedeltà e devozione verso il Partito Popolare Francese, i suoi ideali, ed il suo capo. Giuro di servire fino al supremo sacrificio la causa della rivoluzione nazionale e popolare che ci donerà una nuova, libera e indipendente Francia. »
. Si è opposto con veemenza sia al comunismo che al liberalismo e ha anche voluto liberarsi della massoneria che lo osteggiava molto (come la maggior parte degli altri gruppi fascisti del tempo). Il PPF ha criticato la supremazia del razionalismo nella politica e desiderato un passo verso la politica dettata da emozione e volontà anziché carriera. Intellettuali che sono spesso considerati come fascisti, in particolare Pierre Drieu La Rochelle, Ramón Fernandez, Alexis Carrel, Paolo Chack, Bertrand de Jouvenel, sono stati membri del PPF in diversi momenti. Oltre a ciò il PPF sembrò mostrare lati antisemiti smentiti, dalla presenza di un ebreo, come Alexandre Abremski e la possibilità di sedersi nel Politburo fino alla sua morte nel 1938. Nel 1936 Doriot dichiarò:"Il nostro partito non è antisemita. È un grande partito nazionalista che ha cose migliori da fare che combattere gli ebrei."
Dopo la sconfitta della Francia nella Battaglia di Francia e la creazione del regime di Philippe Pétain a Vichy, il PPF ricevette un sostegno dalla Germania ed aumentò le sue attività. Il PPF in Parlamento prese posizione alla destra di Philippe Pétain, criticando il regime per essere troppo moderato, sostenendo la necessità di una più stretta collaborazione sia militare che di altro tipo con la Germania (come ad esempio l'invio di truppe al fronte russo. 
Alla fine della guerra il PPF aveva praticamente cessato di funzionare come un partito politico, l'attenzione dei suoi leader e di molti dei suoi membri era più direttamente volta alla partecipazione nello sforzo della guerra. Nel 1941, Doriot esortò i membri del PPF ad aderire all'appena costituita Legione dei Volontari Francesi (LVF) per la lotta sul fronte orientale.  Nel Febbraio 1945 l'unità fu ufficialmente promossa a divisione e rinominata 33. Waffen-Grenadier-Division der SS Charlemagne.
Il 5 luglio 1943 il partito viene sciolto e Doriot si trasferisce in Germania dove compete per il comando del Governo Francese in esilio. Il PPF di Doriot si stabilì a Mainau, fondò una stazione radio a Bad-Mergentheim e cominciò a pubblicare il suo giornale, Le Petit Parisien. Il PPF era anche coinvolto in azioni di sabotaggio e di intelligence, rifornendo volontari che i tedeschi lanciavano col paracadute sulla Francia liberata. Il 22 febbraio 1945 Doriot, vestito nella sua uniforme SS e trasportato su una macchina da ufficiale nazista, fu ucciso dagli Alleati vicino Mengen, in Germania, mentre si recava da Mainau a Sigmaringen. 

Jacques Doriot










CROAZIA
Il termine "ùstascia" che significa insorgere, risvegliare, svegliare", già usato dagli slavi bianchi per indicare coloro che lottavano contro i turchi, venne ripreso dal croato  Ante Pavelicper per designare gli appartenenti al movimento nazionalista croato  che si opponeva al regno di Jugoslavia dominato dall' etnia serba.  Ante Pavelic diede al partito un'impronta insurrezionale, anticomunista, anticapitalista e particolarmente aggressiva. Il metodo con cui voleva ottenere l'indipendenza era quello dell'insurrezione. Con il colpo di Stato di Alessandro del 6 gennaio 1929, seguente agli spari nel parlamento in cui venne ucciso il deputato croato Radić il 19 giugno 1928, i vertici dell'HSP, tra cui lo stesso Ante Palelic, espatriarono e si stabilirono in Italia, Austria Germania e Ungheria. Dall'estero iniziarono una forte propaganda rivolta alle varie comunità di croati sparsi per l'Europa.  Negli  anni 30 gli ùstascia si avvicinarono alla Germania. Nel 1941 Hitler invade la Jugoslavia su cui regnava Pietro II,. Il regno di Jugoslavia ben presto cadde e i tedeschi  poterono creare lo Stato Indipendente di Croazia retto dagli Ustascia.
Nel 1941 viene Costituito il Partito dello,, con l'aiuto dei tedeschi, dell’ Italia,  gli ustascia iniziarono una politica di ricostruzione nazionale per rendere il paese partecipe dello sforzo bellico dell'Asse.
Ante Pavelic.
Ustascia
Durante la guerra, lo Stato  ha inviato la "Legione Croata", la divisione di montagna "23^ Kama" delle Waffen SS e unità dell' aviazione di cui sotto vediamo un' immagine, con lo stemma nazionale dipinto sugli aerei.

BOSNIA
La Bosnia a fianco delle truppe dell' Asse inviò la Divisione mussulmana "13^Handschar" che qui sotto vediamo passata in rassegna dal Gran Muftì di Gerusalemme, aderente al fascismo.


NORVEGIA
In Norvegia nel 1933 fu fondato il Nasjonaql Samling che sostenne i nazisti che invasero nel 1940 il paese. Il suo leader Vidkun Quisling fu nominato presidente del consiglio nel 1942. Nel 1945 fu giustiziato insieme ad altri due esponenti del partito, con la pena di morte reinserita per l'occasione dopo essere stata abolita nel 1815.

Qui sotto il Generale Vidkum e il Capo del governo norvegese Quisling , in abito borghese, passano in rassegna le Waffen SS norvegesi in partenza per il fronte russo.

VIDKLUN QUINSING





Sul vessillo norvegese campeggia il leone d' oro rampante, con l' ascia di 
combattimento in campo rosso
L'Unione Nazionale (in norvegese Nasjonal Samling)  partito politico norvegese, fondato il 17 maggio del 1933 dal politico Vidkun Quisling su una base ideologica fascista e nazional-socialista.

ESTONIA
LA CONFEDERAZIONE ESTONE DEI COMBATTENTI PER LA LIBERTA' (EVL)

Partito fascista estone, parte della rete nazionalista del Movimento Vaps. Leader dell'associazione era Andres Larka, formalmente figura di spicco e candidato alla presidenza, ed Artur Sirk.
L'organizzazione, fondata nel 1920 da Artur Sirk, era stata impostata sull'esempio dei fasci italiani di combattimento, composta in un primo momento essenzialmente dai reduci del conflitto di liberazione contro russi e comunisti, avvenuto nel 1917-1918.
Lo sviluppo immediato del movimento portò in breve tempo all'adesione di personalità di rilievo della borghesia e classe media estone.
Sotto il profilo ideologico, l´EVL non ebbe pienamente modo di elaborare una forte ed articolata ideologia fondante nonché sviluppare strette connessioni con altri movimenti fascisti stranieri dell'epoca. Il suo principale obiettivo politico era l'istituzione di governo autoritario e nazionalista in Estonia.
L'EVL adotterà la camicia nera (con berretto nero) simbolo del fascismo originario, cioè quello italiano, come propria uniforme e introdurrà l'utilizzo del saluto romano, raccogliendo consensi nelle tradizionali roccheforti borghesi, dalla classe media, ma progressivamente anche dai ceti lavoratori. La breve esperienza dell'EVL, scaturita dalla spinta repressiva avviata dal Governo, rappresenterà tuttavia una rara eccezione nel panorama dei partiti fascisti europei. Allo stesso L’ EVL rifiutava pratiche di sovversione verso lo stato o di esplicita violenza verso avversari politici, socialisti e comunisti.
Una posizione progressivamente snaturata dall'uscita dal movimento degli elementi più moderati e rappresentantivi (fra questi l'ammiraglio Johan Pitka), sostituiti alla direzione da giovani e non veterani. Istanze e pulsioni che emergevano nel loro rinnovato vigore sul foglio politico, Võitlus (Lotta).
L'accelerazione in senso rivoluzionario, peraltro di stampo fascista, generò forte preoccupazione negli ambienti governativi, da sempre attenti ad una politica filo britannica. La campanella d'allarme suona per il Governo nell'ottobre 1933 con un referendum di riforma costituzionale. L'EVL ottiene a sorpresa l'approvazione del quesito, con il 72.7% dei suffragi. Il netto risultato referendario, coronamento del progetto politico dei fascisti estoni, spiana adesso la strada per il Parlamento di elaborare un sistema elettorale in vista delle imminenti elezioni presidenziali da tenersi nell'aprile 1934. Sistema elettorale che avrebbe permesso all'EVL di aggiudicarsi la sfida elettorale.
Il 12 marzo 1934 il governo di Konstantin Päts della destra moderata, decide il colpo di mano e proclamandosi Protettore dello Stato, attuò un colpo di Stato senza spargimenti di sangue. Vennero annullate le elezioni, il partito fascista estone venne posto fuorilegge e disciolto nel dicembre 1935 e fu instaurata una sorta di dittatura militare. Tutti gli esponenti furono arrestati, processati e condotti carcere, segnando definitivamente il tramonto del movimento politico. Il 6 maggio 1936, 150 membri della Confederazione furono messi sotto processo; 143 furono imprigionati con sentenze pesanti. Furono successivamente amnistiati e resi liberi nel 1938, quando il movimento aveva perso la maggior parte del consenso popolare. Dal 1 gennaio 1938, una nuova costituzione entrò in vigore ed un nuovo parlamento venne eletto nel febbraio 1938. Il nuovo ordine costituzionale ridimensionò i poteri del presidente.
Durante l'occupazione sovietica del 1940 e del 1944, si tornerà a parlare dei Vaps e dell'EVL quando i suoi ex-militanti parteciparono attivamente alla resistenza partigiana con i fratelli della foresta.
ARTUR SIRK 

LETTONIA 
La Perkonkrusts (croce di tuono) è stato un partito fascista della Lettonia fondato nel 1932fcol nome di Ugunskrusts (croce di fuoco). Il fondatore e leader del movimento fu Gustat Celmins. . Nel gruppo militò anche Igors Siskin.  Nel 1933 il movimento fu vietato dall' autorità lettone, ma si riorganizzò sotto il nome di Perkonkrusts, nome che ha usato dal 1933 al 1944  anno in cui fu sciolta in seguito all'invasione della Lettonia da parte dell' Unione Sovietica. Durante l' occupazione i suoi militanti parteciparono alla resistenza antisovietica coi fratelli della foresta. 
 Gustat Celmins.
LITUANA
Lupi di Ferro (Geležinis vilkas in lituano) era il nome del movimento fascista lituano, fu costituito nel 1927  da Augustinas Voldemaras. Disponeva di un corpo paramilitare denominato Tautininkai. È stato bandito nel 1930 , ma nel 1934 ha tentato un colpo di stato contro il presidenteAntanas Smetona,  uomo autoritario che fu in precedenza presidente onorario di questo stesso movimento. Voldemaras è andata in esilio in Italia nel 1938.
Augustinas Voldemaras
PAESI BASSI
Anton Adriaan Mussert  (11 maggio 1894 Werkendam, Brabate Settentrionale 7 Maggio 1946))è stato uno dei fondatori delMovimento Nazionalsocialista dei Paesi Bassi(NSB) e il suo leader formale. Come tale, egli era il più importante socialista nazionale in Olanda, prima e durante la seconda guerra mondiale. Durante la guerra, fu in grado di mantenere questa posizione, grazie al sostegno ricevuto dai tedeschi. Dopo la resa della Germania, Mussert è stato arrestato in ufficio NSB all'Aja il 7 maggio 1945. Egli è stato condannato per alto tradimento, il 28 novembre, dopo una prova di due al giorno, ed è stato condannato a morte il 12 dicembre. . Il 7 maggio 1946 4 giorni prima del suo 52 ° compleanno, Mussert fu giustiziato da un plotone di esecuzione sul Waalsdorpervakt, un sito vicino a L'Aia.
 Anton Adriaan Mussert
OTTOBRE 1941
TESSERA NSB
OLANDA

Il Nationaal-Socialistische Beweging (in italiano: Movimento nazionale socialista), NSB ,fu un partito politico olandese di orientamento fascista e in seguito nazionalsocialista. La sua partecipazione alle elezioni vide un relativo successo nel 1930. Dopo l'occupazione tedesca, la NSB divenne l'unico soggetto autorizzato nei Paesi Bassi  durante la maggior parte della seconda guerra mondiale.
Simbolo del Nationaal-Socialistische Beweging
La Lega Generale Fascista Olandese (in olandese Algemeene Nederlandsche Fasscisten Bond, ANFB ) è stata fondato nel 1932. Il partito ha cercato di creare un volksfascisme, ed anche se non è riuscito a compiere pienamente questo obiettivo, si considerava  vicino al fascismo Italiano  di MussoliniSosteneva la formazione di uno Stato pan-olandese, da chiamare Dietsland comprendente le Fiandre e il Lussemburgo.
Il partito è poi confluito in una concentrazione corporativista assieme ai seguaci di Alfred Haigyon e nell' Unione Nazionale , ma il leader Jan Baars  non trovò comunanza con le idee di Carel Gerretson, il leader di questo nuovo gruppo, e quindi nel 1934 sciolse l' ANFB. I suoi militanti confluirono principalmente nel nuovo Nationaal-Socialistiche Arbeiderspartij.
Anche l' Olanda fu presente nella disperata lotta per difendere l' Europa dall' assalto delle orde bolsceviche. Qui sotto i volontari olandesi della "34^ Divisione ss Landsturm Nederland" comandata dal generale Settaer in marcia sul fronte russo.


ALBANIA

Partito Fascista Albanese







« "Giuro di eseguire gli ordini del Duce, fondatore dell'Impero e creatore della nuova Albania, e di servire con tutte le mie forze e, se necessario, col mio sangue, la causa della Rivoluzione Fascista" »
(Giuramento del Partito Fascista Albanese)
Il Partito Fascista Albanese (Partia Fashiste e Shqipërisë, PFSh) fu un partito fascista fondato dopo l'annessione dell'Albania al Regno d'Italia del 1939. Il PFS venne costituito il 2 giugno 1939 come partito unico d' Albania da Tefik Mborja. È stato formalmente al potere fino all'8 settembre 
1943, dopo l'Armistizio di Cassibile. Nei primi mesi del 1943 Maliq bej Bushati, un nazionalista anti-monarchico, riorganizzò il PFSh come Guardia della Grande Albania, favorì la presa di distanza dell'Albania dall'Italia, eliminò i simboli fascisti dalla bandiera albanese (due fasci littori, uno su ciascun lato della aquila albanese) e affermò l'autonomia albanese in molti settori.
Dopo l'occupazione tedesca, il capo del Sicherheitsdienst Ernst Kaltenbrunner riorganizzò la Guardia della Grande Albania in Partito nazista Albanese, titolare del controllo formale di tutta l'Albania. Il controllo tedesco sull'Albania è stato meno pesante che in altri paesi: il governo albanese non attuò nessuna persecuzione sistematica degli ebrei per la deportazione, o uccisioni. Volontari albanesi hanno costituito una divisione di Waffen SS, la 21. Waffen-Gebirgs-Division der SS Skanderbeg, in onore dell'eroe albanese Giorgio Castriota Scanderbeg.
Dopo la caduta del Terzo Reich, l'Albania precipitò nella guerra civile: alcuni membri del partito nazista albanese combatterono contro comunisti e nazionalisti, sia in Albania che in Kosovo, e l'ultimo di questi gruppi ha cessato la lotta solo nel 1951. Il PFSh fu un'emanazione del Partito Nazionale Fascista (PNF) italiano di Benito Mussolini, tanto che l'iscrizione al primo era equiparata a quella al PNF. Il PFSh era retto da un Segretario nominato (ed eventualmente revocato) dal Luogotenente Generale di Stato Maggiore del Re Imperatore in Albania, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri albanese, previo parere del Segretario del PNF.
Al Segretario del PFSh spettavano il titolo e le funzioni di Ministro Segretario di Stato, faceva parte del Governo albanese, della Camera dei Fasci e delle Corporazioni e riceveva le direttive e gli ordini del Duce dal Segretario del PNF.
Il Segretario del PNF in Albania era rappresentato da un Ispettore del partito stesso, coadiuvato da un Segretario Federale e da un Ispettore Federale.
Presso ogni capoluogo di provincia era istituita la Federazione dei Fasci del PFSh e, presso ogni comune, il Fascio di combattimento del P.F.A. Ad imitazione la PNF italiano, anche il partito albanese ebbe, dal 14 agosto 1939 (decreto luogotenenziale n.54) la sua Milizia Fascista Albanese, analoga alla Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Il PFSh raggiunse il maggior numero di iscritti (13.500) nel maggio 1940. Tuttavia, durante la permanenza al potere, il PFSh ha cercato di mettere in atto l'idea di una Grande Albania, ampliando i confini dell' stato albanese in Epiro e in Kosovo.
 Ministri segretari del partito fascista albanese
1939-1941 - Tefik Mborja
1941-1943 - Jup Kazazi
1943 - Kol Bib Mirakaj
Ministri segretari della Guardia della Grande Albania
1943 - Maliq bej Bushati
1943 - Eqrem Libohova









PROCLAMA DEL DUCE 

MILIZIA FASCISTA ALBANESE (MFA)

Era una specialità della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale ordinaria, istituita in Albania dopo l'occupazione italiana.
Dopo l'attribuzione della corona del Regno d'Albania a Vittorio Emanuele II il 16 aprile 1939, le forze armate albanesi vennero fuse con quelle italiane con legge del 13 luglio 1939 n. 1115. Anche la Gendarmeria reale albanese e la Guardia di confine confluirono rispettivamente nei carabinieri reali e nella Regia Guardia di Finanza. Il Regio Esercito creò dal 1941 quattro reggimenti "Cacciatori d'Albania" inseriti nelle divisioni di fanteria da montagna del Regio Esercito, mentre come guardia d'onore venne costituita la Guardia Reale Albanese come battaglione del 1º Reggimento "Granatieri di Sardegna". Dopo l'istituzione il 2 giugno 1939 del Partito Fascista Albanese subordinato al duce ed al Partito Nazionale Fascista italiano, con decreto luogotenenziale n.91 del 14 agosto 1939 venne istituita la Milizia fascista albanese (MFA), inquadrata nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e posta anch'essa sotto il comando del capo del Governo italiano.
La 1ª e la 2ª Legione furono impiegate durante la campagna italiana di Grecia. Dopo le dimissioni di Mussolini del 25 luglio 1943 e la caduta del fascismo, la MFA venne ridenominata "Milizia volontaria albanese" (MVA), che infine si sbandò dopo l'8 settembre 1943. Il personale proveniva sia dai coloni italiani che dalla popolazione albanese. Gli ufficiali venivano nominati dal Comando generale della MVSN. Secondo il decreto istitutivo, l'organico previsto era di una Legione MFA ordinaria ed una alpina, entrambe su tre coorti, ma già nel mese successivo questo fu riorganizzato su un Comando Gruppo Legioni e quattro legioni con dieci coorti totali. Dopo l'entrata in guerra dell'Italia nel 1940, le quattro legioni mobilitarono in tutto 14 battaglioni CC.NN. albanesi da aggregare alle divisioni del Regio Esercito. Nell'ambito della fusione delle forze armate e di polizia, con lo stesso decreto luogotenenziale n.54 del 14 agosto 1939, venne istituita la Milizia fascista forestale, indipendente dalla MFA e inquadrata nella Milizia forestale. Essa era investita degli stessi compiti della corrispondente italiana, ovvero dare esecuzione alle leggi ed alle disposizioni in materia forestale, la gestione e conservazione di boschi e foreste demaniali, vigilanza sui lavori di bonifica e gestione di vivai e campi sperimentali[3]. La forza ammontava ad una legione, la "12ª Legione Milizia Nazionale Forestale" (MNF) inserita nell'organico della Milizia forestale nazionale.
UFFICIALI DELLA MILIZIA FASCISTA ALBANESE

FINLANDIA
Il Movimento patriottico popolare (in fillandese Isänmaallinen kansanliike, (IKL) è stato un movimento nazionalista e anticomunista finlandese fondato il 5 giugno 1932 da Herman Gummerus, Erkki Raikkonen  altri fuoriusciti dal Lapuan LiiKe oramai divenuto illegale. La loro divisa era la camicia nera come il fascismo italiano. È stato difatti un partito di forte connotazione ideologica fascista. La sua organizzazione giovanile era nota come Sinimustat, diretta da Elias SimojoKi. Partecipò alle elezioni del 1923 ottenendo 14 seggi. Nel 1938  l'allora ministro degli interni Urko Kekkonen provò a bandire il movimento ma il parlamento di Helsinki non ratificò il decreto legge.  Una profonda lacerazione scosse il movimento durante la guerra d' inverno, quando la Germania avallò l'annessione della Finlandia all' Unione Sovietica,  impedendo il passaggio dei rifornimenti esteri alla Finlandia attraverso il mar Baltico. . La componente filo-tedesca venne estromessa da ogni attività ed il partito prese una linea totalmente filo-italiana. L'entusiasmo nel partito riprese solamente in seguito alla guerra di Continuazione dopo l'attacco tedesco all'URSS.
HERMAN GUMMERUS
Elias Simojoki
Gruppo parlamentare del Movimento patriottico popolare di fronte all EdusKunta

l Movimento Lappista  è stato un movimento politico , creato nel 1929 nel comune di Lapua, inizialmente dominato dal nazionalismo anticomunista derivato dall'esperienza delle Guardie Bianche. Molto rapidamente divenne un movimento di tendenza fascista corporativo. Il 14 ottobre 1930 tentò un colpo di Stato (ribellione di Mantsala). Fu bandito nel 1932, ma i suoi membri continuarono la loro attività nell' Isanmallien Kansanlike ( "movimento patriottico popolare"). I capi del movimento di Lapua sono stati Vihtori Kosola e il Generale Kurt Martii WAllenius. 

ISAKKIJARVI VIHTORI KOSOLA




SVIZZERA
Anche in Svizzera vi furono numerosi movimenti nazionalisti che si ispiravano al fascimo, i principali furono : La Feèration Nazionaliste Suisse, Ordre e Tradition, L' Union Nationale nella Svizzera romanda, il Nationale Front ,e la Fedèration Fasciste Suis.


FEDERAZIONE FASCISTA SVIZZERA
(Il movimento nacque nel 1932, fondato dal colonnello Arthur Fonjallaz: non voleva essere una imitazione del Partito Nazionale Fascista ma finì ugualmente per rilevare certi aspetti esteriori del fascismo italiano. Fonjallaz seppe stringere relazioni dirette con il Duce, che lo ricevette in almeno 15 occasioni. I temi portati avanti dalla Federazione Fascista Svizzera furono, grosso modo, analoghi a quelli agitati dagli altri movimenti nazionalisti; rifiuto del liberalismo e del marxismo, aspirazione ad un ordine nuovo E LAa lotta contro la massoneria.
Quanto alla massoneria, la FFS assunse la guida della battaglia antimassonica raccogliendo 50 000 firme in calce ad una petizione al governo, che chiedeva appunto lo scioglimento delle società segrete. Fu la cosiddetta Iniziativa Fonjallaz che gettò momentaneo scompiglio nella tradizionale compagine massonica elveticA, in particolare nella nota Loggia di Ginevra.
Il nome di Fonjallaz è noto anche per un'altra storica iniziativa, quella del Congresso di Montreux, la prima assemblea della cosiddetta Internazionale Fascista (allora veniva chiamata anche Internazionale di Montreaux), che vide riuniti per la prima volta nel 1934, sotto l'egida del CAUR - i Comitati d'Azione per l'Universalità di Roma - alcuni dei più noti esponenti del fascismo europeo: il danese Fritz Clausen, il norvegese Vidkun Quisling, il francese Marcel Bucard, l'olandese Arnold Meijer, il generale irlandese Eoin O'Duffy, il belga Leon Degrelle, sir Oswald Mosley, il greco George S. Mercouris, il rumeno Ion Moţa, l'ideologo spagnolo Gimenez Caballero, Eugenio Coselschi.
La Federazione Fascista Svizzera verrà sciolta il 20 novembre 1940. Fonjallaz verrà processato alla fine della guerra e condannato a tre anni di reclusione.
La bandiera del FFS recava la croce bianca in campo nero; il segno distintivo dei militanti era invece un fascio littorio sormontato da uno scudo con le insegne nazionali. La divisa era la camicia nera (fino a quando le uniformi non vennero vietate nella Confederazione), il saluto era ovviamente quello romano. Tra gli slogans più usati: "La Svizzera agli svizzeri".
La Federazione era affiancata dall'Opera Nazionale del Dopolavoro (Oeuvre Nationale de l'Après-travail), organismo creato ad imitazione dell'italiana Opera Nazionale Dopolavoro e destinata ai nuovi aderenti.
Molto forte era la sede ticinese, guidata dall'energico responsabile Pedrazzini. Nel Ticino operava anche un Centro di Studi Fascisti (anch'esso dipendente dall FFS), attraverso il quale era possibile accedere ad una vasta letteratura e materiale di propanda fascista edito in Italia.


RUSSIA
Il Partito Fascista Russo fu un partito russo  di ispirazione fascista  fondato nel 1931. Il partito venne fondato sulla base di una organizzazione russa corporativa , a sua volta fondata nel 1925 da studenti fuoriusciti russi  presso l'Università degli Studi di Harbin ( Manciuria). Il governo nazionale cinese  del generale Chiang Kai-skek, in piena guerra civile con i ribelli maoisti  proibì l'organizzazione per non dare un pretesto all' Unione Sovietica per lanciare un'offensiva in tutta la regione.
Dopo la guerra sino-giapponese  e la proclamazione del Manchukuo, il partito venne legalizzato dal nuovo governo nel 1935 sotto il nome di Partito Fascista Russo.
Kostantin Vladimirovich Rodzaevsky  ne fu il Segretario Generale, e adottò lo slogan "Dio, Nazione, Lavoro!". Gli organi ufficiali del partito furono il giornale Нация  (Nazione) e le gazzette Наш путь La nostra via) e Нация.
Nel marzo 1934, Anastasy Andreevich Vonsyatsky   un ex militante dell'Armata Bianca, dirigente della organizzazione fascista Panrussa (organizzazione del movimento fascista russo degli immigrati e fuoriusciti politici, istituito nel 1933  negli Stati Uniti ) incontrò Rodzaevskij in una riunione a Tokio, con lo scopo di fondere i due partiti. Le due parti si separarono rapidamente, nel 1935: Vonsjackij rimproverava a Rodzaevskij di essere antisemita e filonazista (difatti prese la svastica come emblema del partito), nonché la sua amicizia coi giapponesi. Vonsjackij formò quindi un gruppo la cui importanza è trascurabile, il Partito Nazionalista Rivoluzionario Panrusso.
Al contrario, il Partito Fascista Russo si sviluppò ed arrivò a contare 12.000 militanti dopo la rottura con Vonsjackij, e circa 20.000 dopo un anno, con 600 sezioni locali sparse per il mondo e due organi di stampa.
Nel 1945, Rodzaevskij viene arrestato dalla NKVD  e giustiziato a Mosca nel 1946. 

Militanti del Partito Fascista Russo ad Harbin nel 1934.
Organizzazione Fascista Russa
L'Organizzazione Fascista Russa fu un movimento politico fondato nel 1925 in Manciuria da dissidenti dell' Unione Sovietica.
L'organizzazione vide la luce su impulso di alcuni membri della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Harbin. Leader del gruppo fu inizialmente il Professore N.I. Nikiforov, sotto la cui guida furono redatte le cosiddette "Tesi del Fascismo Russo" nel 1927. Nel 1931 il movimento fu assorbito all'interno di una nuova formazione guidata da Konstantin Rodzaevskij , il Partito Fascista Russo.
Nel 1933 un altro dissidente, Anastasij Vonsjachij, diede vita all'Organizzazione Fascista Panrussa con sede a Putnam, negli Stati Uniti. Nel  Maggio del 1934 questo movimento si fuse con il Partito Fascista Russo di Rodzaevskij, a seguito di alcune trattative portate avanti in Giappone. Quest'atto decretò la temporanea unità dei fascisti russi sotto la sigla di "Partito Fascista Panrusso".
Il nuovo movimento unitario ebbe comunque vita breve a causa dei dissidi fra Vonsjackij e Rodzaevskij, in particolare, sulle questioni relative all'antisemitismo ed all'alleanza con i monarchici e i Cosacchi, temi fortemente criticati da Vonsjackij che, infatti, nel 1935 abbandonò il Partito Fascista Panrusso e fondò il Partito Nazionalista Rivoluzionario Russo.
Tra il 1940 e il 1941 la collaborazione fra i due leader ricominciò ma fu definitivamente bloccata allo scoppio della Guerra del Pacifico. Nel 1942 Anastasij Vonsjackij fu arrestato dal FBI e il suo partito cessò d'esistere.
Anastasij Andreevič Vonsjacki

Anastasij Andreevič Vonsjackij (in russo: Анастасий Андреевич Вонсяцкий; Varsavia 12 Giugno 1898 - St. Petersburg (Florida) 5 Febbraio 1965 è stato un politico russo esponente di primo piano del fascismo russo. 
Vicino ai movimenti didissidenti  russi, nel Maggio 1933 Vonsjackij fondò l' Organizzazione Fascista Panrussia con sede a Putman. L'anno seguente incontrò in Giappone Konstantin RodzaevsKij, leader del Partito Fascista Russo. Quest'incontro sancì la fusione fra i due raggruppamenti politici. Tuttavia, appena un anno dopo, i dissidi tra Vonsjackij e Rodzaevskij sulle questioni relative all'antisemitismo e ai rapporti con gli  zaristi e i cosacchi causarono la fine dell'unità dei fascisti russi. Vonsjackij fondò una nuova formazione, il Partito Nazionalista Rivoluzionario Russo, che non incontrò grande seguito. Nel 1940 la collaborazione fra i due leader conobbe una nuova fase, cessata comunque allo scoppio della guerra del Pacifico.  
Nel 1942 venne arrestato dal FBI per la contiguità con gli interessi della Germania nazista e, in particolare, per i suoi rapporti con Fritz Kuhn, leader della German-American Bund. Tra i legami contestati a Vonsjackij vi fu anche quello con il fondatore della Legione d' Argento d' America William Dudley Pelley. Nonostante la condanna ufficiale 22 Giugno 1942 di cinque anni e una multa di 5000 dollari, fu rilasciato 26 Febbraio 1946. 
Morì il 5 Febbraio 1965 in Florida. Il suo corpo fu sepolto a Thompson in Connecticut. 
CECOSLOVACCHIA
La Comunità Fascista Nazionale (NOF) è stato un partito politico fascista cecoslovacco  guidato da Radola Gajda, basato sul fascismo italiano di Benito Mussolini. Il partito è stato costituito nel 1926. l NOF guardava all' Italia come il suo modello, e si è basata interamente sul modello del Partito Nazionale Fascista e sui dettami Mussolini. A questo proposito è nettamente diverso dal suo principale rivale, Vlajka, che è stato fermamente nel campo Hitleriano. Istituì gruppi giovanili e un sindacato. Il gruppo ha inoltre intrapreso una politica di panslanivismo, e auspica in un'unione con la Polonia per formare una grande alleanza dei popoli slavi con lo scopo secondario di rovesciare il comunismo nell' Unione Sovietica. Essi hanno inoltre creduto in un'economia corporativa e sociale con un grande 

GENERALE RADOLA GAJDA
Gajda è stato eletto al Parlamento nel 1929, ma il partito perdendo il suo sostegno, ha ricevuto solo il 2% dei voti e sette seggi in Consiglio nazionale in occasione delle elezioni del 1935. I  NOF sono stati sciolti e assorbiti in gran parte alla marionetta Movimento Nazionale di Solidarietà, Gajda fu costretto a lasciare la politica.

Nel resto del Mondo 
In America latina in quasi tutti i paesi nacquero movimenti parafascisti negli anni '30: il Movimento Nazional-socialista del Cile, la Falange Socialista Boliviana, La Falange Cubana.  In Brasile si ispirò al fascismo l' Azione Integralista Brasiliana, ma anche in Argentina, ci fu la Lega Repubblicana  e lo stesso Peron  in qualche modo per il peronismo  si ispirò a quanto aveva visto in Italia da addetto militare. In nord America fu attiva l' Unione Canadese dei Fascisti e la Legione d' Argento d' America (USA)  mentre in centro America le camice dorate messicane.   
Nel mondo arabo furono attivi vari partiti d'ispirazione nazionalista e fascista, come il Partito del Giovane Egitto  nel paese dei faraoni, Nadi al-Muthanna in Iran e il Partito Nazionalista Sociale in Siria.  
AMERICA
Legione d'Argento d'America
La Legione d'argento d'America (nome originale in inglese: Silver Legion of America) è stata una organizzazione politica  fascista statunitense, fondata da William Dudley Pelley il 30 gennaio 1933. Gli aderenti furono comunemente noti come camicie d'argento (Silver Shirts). L'emblema dell'organizzazione era caratterizzato da una lettera L scarlatta, che si riferiva al nome del gruppo e rappresentava inoltre le iniziali delle parole lealtà (agli Stati Uniti d'America) e liberazione (dal materialismo). La divisa dei membri della Legione d'argento consisteva di un copricapo identico a quello indossato dalle truppe d'assalto tedesche, pantaloni blu, gambali, cravatta, e camicia di colore grigio argento, con "L" rossa ricamata sul cuore. Gli aderenti vennero dunque rinominati "camicie d'argento" in modo analogo alle camicie nere italiane della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Nel 1934, la Legione d'argento aveva circa 15.000 membri, di cui la maggior parte apparteneva alla classe operaia. Nel 1941, dopo l'attacco giapponese a Pearl Harbor e la successiva dichiarazione di guerra degli Stati Uniti alla Germania e all'Italia fascista, il governo, con una legge federale, dichiarò illegale l'organizzazione, che venne quindi perseguita dall'FBI, provocandone in breve la scomparsa.
ARGENTINA
Lega Repubblicana

La Liga Repúblicana venne fondata all'Università di Córdoba dove Lugones, prendendo spunto da La nueva República di Julio Irazusta e da La fronda di Roberto de Laferrère, dette alla luce il nuovo partito. Il capo fu Luis F. Gallardo, il quale decise che il partito avrebbe dovuto essere un partito gaucho e rivoluzionario, contro il governo di Hipólito Yrigoyen ed il colpo di Stato da egli realizzato nel 1930. La Liga Repúblicana, composta sia da bianchi che da creoli (etnocacerismo), aveva l'obbiettivo di rimpiazzare il capitalismo semitico con un socialismo nazionale e corporativo. Suo referente in Spagna presso la Falange spagnola fu Marcelino Menéndez y Pelayo. Durante la seconda guerra mondiale sostenne l'alleanza con l'Asse, per cui scrisse un accorato manifesto diretto al senatore Benjamín Villafañe. Quando gli esiti della guerra furono certi, il partito fu bandito dalle autorità ed i firmatari del manifesto arrestati: Roberto de Laferrére, presidente, José Luis Ocampo y Emilio de Alzaga, segretario, Federico Ibarguren, Nicolás B. Lastra, Juan Pablo Oliver, Carlos Ibarguren, Ricardo Conord, Hernán Seeber, Belisario Hueyo, Miguel A. Bosch, Ricardo Font Ezcurra, Juan Carlos Chevallier, Horacio Stegmann, Alberto Lavalle Cobo.













BOLIVIA

Falange Socialista Boliviana
La Falange socialista boliviana (FSB) è un partito politico boliviano fondato il 15 agosto 1937 da Óscar Únzaga de la Vega a Santiago del Cile. Nacque nel momento in cui la Bolivia era appena uscita dalla Guerra del Chaco e fu sostenuto da una ideologia nazionalista di ispirazione sociale e rivoluzionaria sul modello del fascismo italiano, con la prospettiva di istituire un "nuovo stato boliviano". Si definiva in contrapposizione sia alla "destra che alla sinistra comunista".  Fu in grande contrasto con il Movimiento Nacionalista Revolucionario, partito populista fondato nel 1942 durante la seconda guerra mondiale con lo scopo di portare la Bolivia (fino allora favorevole all'Asse) dalla parte degli Alleati. FSB è contraria al capitalismo visto come un "sistema di usura" e sfruttamento dell'uomo sull' uomo. Il suo programma di 17 punti era basato sull'interclassismo e l'organicismo. Non ha partecipato ad alcun governo della Bolivia, per il rifiuto di negoziare con organizzazioni politiche di diverse tendenze.
BRASILE
Azione Integralista Brasiliana

L'Azione Integralista Brasiliana (Ação Integralista Brasileira - AIB) fu un partito politico brasiliano d'ispirazione fascista e cattolica, fondato dallo scrittore e teologo Plínio Salgado nel 1932. Espressione della dottrina del cosiddetto "Integralismo Brasiliano", il partito è considerato il più importante movimento nazionalista di massa nella storia del paese sudamericano. Nel giro di pochi anni ottenne un'adesione maggiore di qualsiasi altro movimento fascista sorto in America Latina, con almeno 200.000 membri ma, probabilmente, molti di più. Sul finire del 1937, quand'era al culmine del consenso popolare, fu sciolto insieme a tutti gli altri partiti, in attuazione del golpe dell'Estado Nôvo di Getúlio Vargas. Sul piano ideologico, i temi cardine del movimento furono il nazionalismo, la proposta di una terza via tra capitalismo e comunismo, il misticismo religioso e l'esaltazione delle tradizioni più 
tipicamente brasiliane. Espressione di un paese fortemente multietnico, l'Azione Integralista Brasiliana non assunse mai posizioni di stampo razzista, al contrario, fra i suoi membri non mancarono gli appartenenti alla comunità di origine africana. Nel 1930 Pínio Salgado visitò l'Italia, rimanendo colpito dall'organizzazione dello Stato fascista. Quando nel 1932 diede vita al suo partito, si ispirò direttamente al movimento di Mussolini. In virtù di ciò, l'Azione Integralista Brasiliana fu dotata di una struttura gerarchica e centralizzata e di un corpo paramilitare (le camicie verdi). Venne introdotto anche l'utilizzo del saluto romano accompagnato dal grido "Anauê", una parola tupi che significa "Tu sei mio fratello" ma che nell'ottica integralista equivaleva anche a "Presente!". Al di là delle similitudini formali, il partito accolse dal fascismo anche la prospettiva di una terza via tra capitalismo e comunismo.  Salgado enfatizzò il nazionalismo identificando in esso la "comune identità spirituale" del popolo. Nel suo libro La quarta umanità sostenne il carattere rivoluzionario del nazionalismo integralista ed affermò: «siamo un popolo venuto ad esistere dopo la 
morte di tutti i pregiudizi». Nel febbraio del 1932 Plínio Salgado fondò la Società di Studi Politici (SEP), un'associazione che avrebbe dovuto raccogliere gli intellettuali brasiliani con simpatie fasciste. A ciò seguì il cosiddetto Manifesto d'Ottobre (Manifesto de Outubro), che sancì l'avvento ufficiale dell'Azione Integralista Brasiliana il 7 ottobre 1932. Il partito adottò come proprio motto la triade "Dio, Patria e Famiglia" e come proprio simbolo la lettera greca sigma (S), che avrebbe dovuto rappresentare la somma dei valori integralisti. Nel giro di poco tempo numerosi uomini di cultura si unirono al gruppo. All'inizio del 1934 ebbe luogo a Vitória il primo Congresso Integralista. L'assise confermò la leadership assoluta di Salgado, affidandogli il titolo di "Chefe Nacional" (Capo Nazionale) del movimento.
Durante lo stesso anno si ruppe l'alleanza fra il Presidente della Repubblica Vargas e le forze di sinistra. A ciò seguirono alcuni durissimi scontri urbani tra l'AIB (fresca del sostegno di Vargas) e i comunisti. La composizione sociale del partito fu decisamente interclassista. Il contingente più ampio di aderenti fu rappresentato dai portoghesi, dai soldati e dagli immigrati italiani e tedeschi. Non mancarono, tuttavia, gli operai, gli artigiani, i piccoli agricoltori e i braccianti. I dati sull'effettiva consistenza del movimento sono abbastanza vari. Lo storico Stanley G. Payne parla di «almeno 200.000 membri e, presumibilmente, più del doppio». Da alcuni documenti interni al partito il calcolo arriva però a superare il milione.
MANIFESTO DEL 1937 CANADA
Unione Canadese dei Fascisti
Il Partito Fascista Canadese è stato un partito politico fascista fondato negli anni '30 nella città Canadese di Winnipeg. Il nucleo formativo del partito è stata una scheggia fuoriuscita degli elementi più "di sinistra" del Partito Nazionalista Canadese. Fu difatti fondato sui principi tipici del fascismo (corporativismo, terzoposizionismo, meritocrazia) e del distributismo, più accentuati nei suoi programmi rispetto al nazionalismo semplice del Partito Nazionalista. Il nome iniziale del partito fu British Empire Union of Fascists ed è stato sempre in forte contatto con il British Union of Fascists. In seguito divenne noto come Canadian Union of Fascists e Canadian Union abbreviato. Ha pubblicato il proprio giornale chiamato "The Thunderbolt". Ebbe rapporti anche con il Partito di credito sociale del Canada ed il Movimento canadese di credito sociale coi quali condivideva le teorie economiche di Clifford Hugh Douglas. Il partito è stato guidato da Chuck Crate, che ne divenne leader all'età di 17 anni. Egli aveva contattato la British Union of Fascists, che lo pose in contatto con la sezione canadese, in seguito divenuta partito a sé stante. Al movimento aderì anche il poeta Tom MacInnes. Prima che il governo prese provvedimenti contro i fascisti canadesi, sia contro il Canadian Union sia contro Arcand e i suoi uomini, entrambi indissero in simultanea un congresso a Toronto. Mentre il gruppo di Arcand, denominato Unione Nazionale attirò una folla di circa 4.000 persone. Il partito è stato sciolto quando la seconda guerra mondiale ha avuto inizio. Il partito chiese ai suoi membri di rispettare la legge canadese, ma di lavorare per una pace negoziata.
CILE
Movimento nazional-socialista del Cile
Il Movimento Nazional-Socialista del Cile fu un movimento politico cileno attivo negli anni trenta e quaranta sulle posizioni del fascismo italiano. Fu fondato nell'aprile 1932 dal Generale Diaz Valderrama, da Carlos Keller (principale ideologo del gruppo) e da Jorge González von Marées, che ne divenne il leader. Ricevette il sostegno finanziario dalla popolazione di origine tedesca del Cile, arrivando a contare ventimila iscritti, in maggior parte tra la popolazione peones.
Il movimento si impegnò per costruire in Cile uno Stato Corporativo, basato sulla collaborazione tra le classi sociali (in antitesi alla lotta di classe marxista ed all'individualismo capitalista) e sulla socializzazione dei mezzi di produzione. Costituì inoltre una propria milizia, simile a quelle dei fascismi europei: la "Tropas Nacistas de Asalto". Le simpatie per il nazionalsocialismo furono presto abbandonate, con l'affermazione (1930) da parte di González von Marées che l'uso del nome 'nazionale socialista' fu un errore da parte sua, e l'azione venne improntata maggiormente all'istaurazione di un sistema economico e sociale che guardava al modello fascista italiano. Alle elezioni legislative del 1937 il partito ottenne tre deputati (3,5% dei voti). Nel 1938 si fuse con l' Unione Socialista per creare l' Alianza Popular Libertadora(APL), che sostenne il generale Carlos Ibáñez del Campo nella candidatura per le elezioni presidenziali cilene dello stesso anno. Nel settembre 1938 il movimento tentò un colpo di Stato, che fu represso in maniera spietata con il massacro di Seguro Obrero. Ciò portò Ibáñez su posizioni avverse al Movimento nazional-socialista del Chile, anche su indicazione di Gustavo Ross, portando un sostegno indiretto al candidato del Partito Radicale, Pedro Aguirre Cerda, che vinse le elezioni dell'anno successivo. Nel 1939 venne a crearsi una divisione a causa dell'uscita dal movimento di alcuni membri della APL, fondando la Vanguardia Popular Socialista, che non ebbe particolare successo e si sciolse nel 1942, mentre González von Marées subì l'arresto per essere poi rilasciato alla fine della guerra.
TARGA IN RICORDO DEL MASSACRO DI SEGURO OBRERO

MESSICO
Azione rivoluzionaria messicana

Azione rivoluzionaria messicana (spagnolo: Acción Revolucionaria Mexicanista), meglio conosciuta come le camicie dorate (Spagnolo :Camisas Doradas), è stata un'organizzazione  fascista Messicana negli anni trenta. Il gruppo è stato fondato dal generale Nicolás Rodríguez Carrasco nel 1933 con il titolo ufficiale di Acción Revolucionaria Mexicana. Carrasco, che era stato un sostenitore di Pancho Villa fino a che egli abbandonò la lotta nel 1918, diede il nome al gruppo in memoria dei "dorados", gruppo di soldati d'elite di Pancho Villa. Le camicie dorate furono contrarie alle riforme del presidente Lázaro Cárdenas. Le camicie dorate si scontrarono spesso violentemente con i sostenitori del Partito Comunista del Messico e le Camicie rosse.  Le dorados hanno copiato il loro stile dalla Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Calles poi è stato deportato da Cárdenas nel 1936 e il gruppo perse il suo capo. Pochi mesi dopo Rodríguez è stato arrestato e deportato in Texas, da dove ha continuato a guidare il gruppo fino alla sua morte nel 1940. Dopo la dichiarazione di guerra alle Potenze dell'Asse nel 1942, le camicie dorate sono state vietate. Il movimento fu fondato nell'aprile 1932 dal Generale Diaz Valderrama, da Carlos Keller (principale ideologo del gruppo) e da Jorge González von Marées, che ne divenne il leader. Ricevette il sostegno finanziario dalla popolazione di origine tedesca del Cile, arrivando a contare ventimila iscritti, in maggior parte tra la popolazione peones. Il movimento si impegnò per costruire in Cile uno Stato Corporativo, basato sulla collaborazione tra le classi sociali (in antitesi alla lotta di classe marxista ed all'individualismo capitalista) e sulla socializzazione dei mezzi di produzione. Costituì inoltre una propria milizia, simile a quelle dei fascismi europei: la "Tropas Nacistas de Asalto". Le simpatie per il nazionalsocialismo furono presto abbandonate, con l'affermazione (1930) da parte di González von Marées che l'uso del nome 'nazionale socialista' fu un errore da parte sua, e l'azione venne improntata maggiormente all'istaurazione di un sistema economico e sociale che guardava al modello fascista italiano. Alle elezioni legislative del 1937 il partito ottenne tre deputati (3,5% dei voti). Nel 1938 si fuse con l' Unione Socialista per creare l' Alianza Popular Libertadora(APL), che sostenne il generale Carlos Ibáñez del Campo nella candidatura per le elezioni presidenziali cilene dello stesso anno. Nel settembre 1938 il movimento tentò un colpo di Stato, che fu represso in maniera spietata con il massacro di Seguro Obrero. Ciò portò Ibáñez su posizioni avverse al Movimento nazional-socialista del Chile, anche su indicazione di Gustavo Ross, portando un sostegno indiretto al candidato del Partito Radicale, Pedro Aguirre Cerda, che vinse le elezioni dell'anno successivo. Nel 1939 venne a crearsi una divisione a causa dell'uscita dal movimento di alcuni membri della APL, fondando la Vanguardia Popular Socialista, che non ebbe particolare successo e si sciolse nel 1942, mentre González von Marées subì l'arresto per essere poi rilasciato alla fine della guerra.

CUBA
La Falange Cubana
La Falange Cubana fu un  gruppo cubano falangista esistito dal 1936 al 1940 con Antonio Avendaño e Alfonso Serrano Vilariño. Si ispirava al modello della Falange spagnola. Sebbene il governo di Fulgencio Batista mantenesse rapporti con Franco, rifiutava sdegnatamente l'ideologia fascista, che considerava "peones" e "rivoluzionaria", e l'unica vera manifestazione del falangismo a Cuba è stato il  gruppo chiamato La Falange Cubana. La sua attività ha portato Batista a promulgare la legge che vieta i gruppi politici che fanno specifico riferimento a gruppi stranieri.

EGITTO
Nadi al-Muthanna
Nadi al-Muthanna (Al-Muthanna Club) fu un'influente associazione panaraba d'ispirazione fascista con sede a Baghdad. Creata nel 1935, rimase attiva fino al fallimento del colpo di Stato filo-nazista tentato da Rashid Ali al-Kaylani nel 1941. L'associazione prese il nome da Al-Muthanna ibn Haritha, antico guerriero e capo tribale musulmano protagonista della Battaglia di al-Qadisiyya. Il gruppo, successivamente rinominato "Partito Nazional Democratico", fu fortemente influenzato dall'esperienza dei fascismi europei e controllato da nazionalisti arabi radicali. Esso mirò a diffondere gli ideali del nazionalismo arabo mobilitando gli iracheni contro l'Impero Britannico e facendo leva soprattutto sugli studenti.  Nadi al-Muthanna fu guidata da Saib Shawkat e dal suo braccio destro Muhammad Mahdi al-Kubba. Nel 1938, grazie alla forza crescente del movimento, Sami Shawkat fu nominato direttore generale dell'educazione e diede vita a un'organizzazione giovanile sul modello della Gioventù Tedesca, chiamata al-Futuwwa (parola legata all'Islam medievale e al sufismo). Un delegato dell'organizzazione partecipò al Congresso nazionalsocialista di Norimberga del 1938.
"AVVENIRE ARABO"
 GIORNALE DI PROPAGANDA FASACISTA



Partito del Giovane Egitto
Il Partito del Giovane Egitto (in arabo: Hizb Misr El-Fatah). Fondato nel 1932 con il nome di "Partito Nazionalsocialista Arabo" dall'avvocato Ahmed Husayn, ammiratore dei fascismi europei, il partito si caratterizzò per l'ostilità nei confronti dell'Impero Britannico. Dotato di una formazione paramilitare chiamata "camicie verdi", si riorganizzò nell'ottobre 1933 con il nome di "Partito del Giovane Egitto". Nello stesso anno instaurò relazioni ufficiali con l'Italia Fascista e la Germania, allo scopo di liberare definitivamente l'Egitto dal giogo inglese. Negli anni a seguire fu protagonista, insieme ad altri movimenti, delle manifestazioni antinglesi svoltesi nelle maggiori città del paese. Tra i militanti del partito vi fu anche il futuro Presidente Gamal Abd el-Nasser che il 13 novembre 1935 rimase ferito nel corso di una manifestazione nazionalista. A metà del 1936 il governo egiziano pose in atto delle misure nei confronti del movimento, vietando l'uso delle camicie verdi e scatenando le camicie azzurre governative in scontri che dureranno fino al 1937. Nel 1938 Husayn fu ospite del Ministero della Cultura Popolare italiano a Roma. Nel 1939 subì due arresti e continuò a tenere rapporti con i vertici della politica italiana. Allo scoppio della guerra cambiò nome al movimento, ribattezzandolo "Partito Nazionalista Islamico".
GIAPPONE
Esponenti di Kokumin Dōmei nel 1933
Alleanza Nazionale (Kokumin Dōmei, KD)  attivo dal 1932 al 1940.
Il Kokumin Dōmei auspicava una forma di socialismo corporativista, basata sul distributismo e sulla strategia attendista propria del fabianesimo, con il controllo del governo solo nei settori strategici e nelle istituzioni finanziarie superiori, e la creazione di un'unione economica Giappone-Manchukuo.
Nakano Seigō e Adachi Kenzo costituirono l'organizzazione politica di destra Kokumin Dōmei nel dicembre 1932, dopo che ad Adachi fu vietato di tornare al suo posto nella Rikken Minseitō dopo il suo ritiro nel 1931.
Il partito, che consisteva principalmente di fuoriusciti dal Minseitō, ebbe in origine una rappresentanza di 32 posti nella Dieta Nazionale del Giappone. Nel 1934 fu sottoposto ad un'indagine sull'Incidente di Teijin, un tentativo di scalzare il Primo Ministro Makoto Saito. Tuttavia, nel 1935, molti membri tornarono al Minseitō, e nel 1936, Nakano lascia il partito per formare il Tōhōkai l'anno successivo. Nelle elezioni del 1937, il partito scende da 32 ad 11 seggi. Nel giugno 1940, il Kokumin Dōmei si fuse nel Taisei Yokusankai, partito di Hideki Tojo nato per creare un partito unico di Stato, ed allo scoppiare della guerra ha cessato di esistere.

CINA
La Società delle Camice Azzurre Cinesi

SIRIA
Partito Nazionalista Sociale Siriano

Il Partito Nazionalista Sociale Siriano o SSNP  traducibile anche come Partito Patriottico Sociale Siriano), è un partito politico laico e nazionalista attivo in Libano, Siria, Giordania, Iraq e Palestina. Fondato nel 1932 dal libanese Antun Saade a Beirut, esso preconizza la creazione della cosiddetta Grande Siria, cioè di uno Stato nazionale siriano la cui estensione comprenda la Mezzaluna Fertile, includendo i territori della attuale Siria, Libano, Iraq, Giordania, Territori palestinesi, Cipro, Kuwait, Sinai, la Cilicia in Turchia  (ivi compresa la parte iraniana). È la più grande formazione politica della Siria dopo il Bath, con più di 100.000 membri.
TIBET
Dal Tibet giunsero inviati dal Dalai Lama, oltre mille monaci guerrieri che combatterono eroicamente fino a Berlino, dove ne furono trovati morti quasi mille.
Ufficiale del contingente tibetano in divisa delle Waffen ss, alla testa del suo battaglione

LA DIVISIONE TURCO-CAUCASICA